sub margaretă


sub margaretă. aici trăiesc eu. în ascunzișul oferit de trupul unei flori albe.aceasta este adresa mea de suflet. intrați fără să ciocăniți.

miercuri, 19 noiembrie 2008

au revoire , italie !

Devo salutare. E quasi arrivato il momento. Mi pare ancora tutto irreale e cosi' continuera' ad esserlo a lungo. Che sia vero che lascio il Bel Paese ? Che ne abbia abbastanza ? Che sia vero che altrove sara' meglio ? Che l'Italia mi abbia gia' dato tutto il meglio di se ?...
Onestamente non lo so. Penso di si. E meno male che la vedo cosi' altrimenti perche' mai dovrei salutare questo magnifico ,azzuro lago al quale parlo , cui mi rivolgo come ad un familiare da anni ed anni. Non mi ricordo se non vagamente com'era prima del suo azzuro intenso a fine agosto; negli ultimi giorni mi continuo a domandare come potrebbe cominciare una giornata senza affacciarsi alla finestra e buttare li' un'occhiata chiedendomi e chiedendoli : allora , oggi come stiamo ? "Così , come pensi che si possa stare ? Oggi il sole mi rende azzuro , domani mi faccio avvolgere dalla nebbia. Non vedi , gli alberi si desnudano , la montagna mi fa sempre ombra , il vento mi gonfia le onde e i pesci danzano nella mia pancia..."
Che strano pensare all'arrivo del caldo senza cominciare a pianificare le giornate in spiaggia al Riverbeach ( un nome, un enigma dato che siamo sul lago) , uno scorcio di ghiaietta a Bellaggio dove la vista sul Monte Rosa toglie il fiatto , una fetta di terra lambita dalle onde ancora fredde a inizi di maggio dove piazzarsi allegri sulle stuoie con gli amici tirando fuori termos con caffè caldo e biscottini , cominciando a spalmarsi protezioni contro le prime scottature... parlare di quanto cazzo ci siamo rotti l'anima di lavorare sempre e di come passeremo parte dell'estate proprio li' , ai nostri soliti posti , presi di prima mattina prima che comincino ad arrivare famigliole con prole rumorosa.
Come sara' strano prendere autobus che non portano il numero C40 , C 43 . Che strano non passare piu' al tabaccaio di Tavernerio , non aspettare piu' il giovedi' per andare a casa di Fulvia a farmi raccontare i suoi disperati tentativi d'essere felice con questo o quel'altro uomo.
Come sarà strano fare un tratto di strada non vedendo piu' dalle finestre sporche del bus il lago di Pusiano , le Corna di Canzo oppure il Resegone ed il fiume Adda che scorre sotto i tre ponti di Lecco.
Come sarà non vedere piu' Barbara e Andrea... non parlare piu' con lei e le altre amiche delle borsette , dei trucchi , del costo delle lampade e di quel ultimo paio di jeans appena comprato !...
Come sarà il Natale senza i Presepi? Senza i miei piu' cari e tanto amati amici ?... Senza le stranezze di Ivano che fotografa i bichieri sul tavolo mentre noi altri chiacchieriamo. Senza Il Canta che spara cazzate a non finire volgarmente spiritoso senza mai essere offensivo o sopra le righe. Come potrebbe essere un Natale senza cercare regali per loro tutti , senza scambiarseli in anticipo con la promessa (quasi mai mantenuta) di aprirli solo la notte del 25 ?
Come saranno i miei giovedi liberi senza le telefonate in triplice copia per mettersi d'accordo su come e quando vedersi ? Senza la mangiate esageratissime , le nostre bevute di prosecco di Valdobiadene , lo smanettare nella cucina dell'uno o dell'altra come fossi a casa tua perche' sai dove sta il mestolo oppure il poggiacucchiaio o la padella del sugo ?

Mi rendo conto che l'Italia per me questo rappresenta : il lago , i miei amici : Barbara , Fulvia, Andrea , Lucchino , Ivano , Il Canta , Cinzia che quando mi sente parlare al telefono con Tarek in francese fa la cretina e usa doppiarmi per poi urlare vicino alla cornetta : " Je suis Catrin Deneuv !" e "Vulè vù cushè avec moi sesoar !" che sono le uniche frasi che conosce...
Quanto profondamente e sinceramenre li amo ! Loro sono stati la mia famiglia , il mio appoggio e la mia gioia , loro sono stati la mia Italia.

Le nostre vite sono cambiate assieme. Ho conosciuto Barbara e Cinzia davanti a due birre medie (le loro , servite dalla sottoscritta) al bar di Camnago dove ai tempi lavoravo , che si chiamava Yotanka ma loro hanno sempre chiamato "il Fotanka" chissà per quale sconosciuta ragione ! Io ho sputato una caramella offertami insistentemente da un cliente , loro mi hanno vista ed hanno riso. Così , da quela risata in poi , non ci siamo piu' lasciate.
E Fulvia , la bella morettona scatenata conosciuta in ufficio quando lavoravo per l'architetto. appena emigrata anche lei dal sud con una grande fame d'amicizia negli occhioni neri da spiritata . Lo invitata a festeggiare l'8 marzo assieme alle altre ed ha accettato al volo ed anche lei ,da allora , non mi ha piu' lasciata. In pausa pranzo , nel ufficio , prendevamo in giro Matteo ,il geometra , detto anche Il Punto Nero ( ne era pieno sul viso !) oppure si ravanava l'archivio alla ricerca delle porcate del capo che usava scaricare roba porno dal net per il nostro massimo gaudio . si passavano le ore a leggere racconti erotici che parlavano di peni e vagine... Dio , quante risate !

E poi i vari scambi di posto di lavoro , i traslocchi , dipingere le pareti e stuccare sparando cazzate ed imitando i comici di Colorado ( " e poi muori " oppure "momento serietà-momento serietà " ) o Cinzia che ci faceva "i bulgari " imitando alla perfezione Aldo, Giovanni e Giacomo ! E gli amori , i disamori , le sofferenze e le delusioni... Barbara che vedeva Andrea tutte le sere al bar a prendere il caffè e poi veniva a raccontarmi quanto le piaceva davanti alla solita media chiara!... Si sono sposati il mese scorso dopo 8 anni da quele serate li'... E Fulvia che prende e lascia il Dani , che si strugge , che vorrebbe di piu' da questa "vita di merda" ma non ha il coraggio di prenderselo, che faceva prima l'apprendistato in ufficio dove lavoravo anche io per poi andare a lavorare come macellaia alla Standa , per poi passare al box informazioni dopo essersi operata d'ernia e come una scrieteriata usare il microfono del supermarket per dire " La signorina Maria D. (io) e desiderata al box informazioni" invece di venirmi a cercare fra gli scafali...

I luti , i dolori , amici perduti , copie che si sono fatte e sfatte , progetti andati a male oppure a buon fine . Amiche che sono diventate mame e amiche non sono piu' amiche.
E poi sempre il lago , la nostra spiaggietta , i piedi ghiacciati sulla riva quando fa ancora troppo freddo per farsi il bagno ma la voglia e troppa , la pelle scottata , le domeniche passate lì a smaltire le sbornie del sabato sera leccando disperatamente il Calippo al lime (meraviglia delle meraviglie!) con la testa che scoppia dal male. I piani per le vacanze , i giocchi di carte ma sopratutto i cruciverba risolti sempre solo insieme a voce alta, giocare a giocchi stupidi appena inventati , maledire il ladrone che tiene i prezzi troppo alti al bar e ci fa pagare 2 euro un caffè come se fossimo al lido , ridere dei ricconi che attracavano al quel picolo molo con le sue sbandiere scolorite e ridotte a stracci... e poi i silenzi , guardare il lago , tenere gli occhi fissi davanti sulle montagne e pensare a che ne sarà di noi l'estate che verrà... tuffarsi e fare dei gran bagni per poi farsi male sui sassi quando si esce dall'acqua , parlare di estetiste e farsi la freanch ai piedi l'un l'altra mentre i ragazzi sdraiati accanto leggono i loro libri fanatasy.

E l'inverno sempre in giro per negozi a cercare quella cosa che apparentemente manca:il capottino nuovo , lo stivale a punta o tondo , la sciarpa nuova , la borsa da abbinare , e quel nuovo profumo e mangiare schifezze al Mc senza sentirsi minimamente in colpa , andare poi a casa e vedersi "Lo Svarione degli Anelli " oppure l'ultimo Xman... prendersi le tisane , accendere le candele profumate e chiacchierare.

Mi mancherano molto. Ma tanto ormai ci sono le low cost. Romania e Italia non sono piu' così distanti.

Ciao , Italia ! E' stato bello !

luni, 10 noiembrie 2008

sindromul caietului nou

va amintiti?

placerea de a scrie pe prima pagina "Caiet de gramatica" . si grija cu care se scrie cat mai frumos pe cea de a doua. liniatul caietului cu pix rosu. creioanele noi perfect ascutite. guma de sters neatinsa.

nou.noutate. inceput. a o lua de la capat.

sindromul caietului nou este extrem de actual si mai ales raspandit in varie forme. este dorinta de noutate , excitatia pregatirilor pentru ceva diferit de rutina. mica neliniste a nesigurantei simtite cand nu stii ce te asteapta. preconizezi dar stii ca exista o limita de eroare. stii ce vrei dar nu stii daca il vei obtine.speri. incercarea nascuta un pic din incostienta , un pic di plictis. ori din amandoua.

sindromului caietului nou in literatura si mai ales in cinematografie este descris in general ca un act de mare curaj si eroism ,purtatorul de schimbare este el insusi eorul epic. este mai curajos , mai intelept. mai.

realitatea insa este altfel. iar in aceasta realitate , sindromul caietului nou este un blestem. ca un videojoc in care in loc sa treci din nivel in nivel , o iei mereu de la capat.

eu sunt maestra castigatorilor la primul nivel. l-am repetat de atat de multe ori ca nimeni nu ma poate batea. de cateva ori am si castigat un bonus. dar acum am decis ca ma leapad de naravul caietului nou si vreau sa ajung sa scriu ultima pagina. sa termin. sfarsit.

cum se manifesta sindromul asta? in mod normal in ideea ca schimband ceva , altceva se va imbunatatii. cand nu e grav , sindromul te impinge sa schimbi dispozitia mobilei in casa.sau culoarea parului. sau sa achizitionezi un celular nou (desi cel vechi era perfect functionant).
la femei , simptomele sunt un picut mai grave si permanente : vrei un pantof nou pentru ca , vezi Doamne , iti trebuie. in realitate , avand noi numai doua picioare , putem incalta decat cate o pereche pe pantofi pe rand. 100 de perechi de pantofi au nevoie de 100 de picioare care sa le poarte. dar tu ai numai doua. prin urmare fie care pereche depantofi este purtata efectiv circa 5 minute. si totusi inlauntrul tau se naste senzatia neta ,clara , distinsa , ca vrei , ai neaparat nevoie , de o pereche noua.de inca o pereche.si de o fusta asortata. si evident o bluza. si pana la urma vei avea nevoie de un nou sifonier. cand noul sifnonier va deveni prea mic iti va mai trebui un altul. pentru care din pacate nu ai loc. deci ajungi la concluzia ca iti trebuie o casa noua. mai mare. o casa noua si mai mare inseamna bani multi.mai ales la oras. asa ca decizi sa te muti la tara sau in hinterland. ceea ce inseamna ca vei avea nevoie de un automobil. pentru a te putea usor deplasa. in casa cea noua si mare necesita o multime de chestii "noi" : mobila ,centrala, termopane , plasma , parchet...
evident ca pentru a realiza toate acestea sunt necesari foarte multi bani. pe care nu-i ai pentru ca ai numai doua maini si ziua are numai 24 de ore din care poti lucra sa spunem , 14 , circa. serviciul nu iti place dar iti permite sa castigi banii pentru noua casa , adica noul sifonier , adica pentru noua pereche de pantofi de care aveai neaparat nevoie. sefii te exploateaza si colegii sunt invidiosi. sotul nu te intelege. pentru el e totul simplu : servici , masa , meci , sex , dormit si apoi iar servici. in ordine aproximativ exacta si cronologica. o data pe an , concediu. asa e el: un barbat , animal simplu si liniar. el nu te poate intelege dar tu nu stii. vorbesti ,vorbesti,vorbesti... explici. nimic. esti nefericita. ti se face pofta de o noua pereche de pantofi dar nu mai ai de unde. atunci apare un altul. el , da, te intelege ! stie exact ce simti. e romantic... pasional. observa ca te-ai tuns. nu e ca cel de acasa , nu este ca barbatul tau domestic. e alt fel de animal. parctic un maidanez . pentru ca e liber. si te vrea pe tine. iar tu vrei o noua pereche de pantofi.pentru el. pentru ca sigur i-ar observa si tu ai simti ca nu ai cheltuit banii degeaba. deci ii cumperi. si faci amor cu maidanezul. casa mare si noua , hinterlandul si animalul domestic nu mai fac de tine. vrei o garsoniera si cineva care sa te inteleaga si care sa te iubeasca.casuta noastra , cuibusor de nebunii...

si asa o iei de la capat. initial ai impresia ca nu vei mai voi in viata ta sa cumperi alti pantofi. ceea ce nu stii ( sau tefaci ca nu stii)este ca orice maidanez se poate domestici. si al tau la fel. cu vremea.
asa ca ce iti ramane ?
o tura prin magazine .
un sifonier nou.
o casa mai mare.
un pui de maidanez...

daca stai bine si reflectezi asupra trecutului , iti dai seama ca ar fi fost necesar sa nu fi dorit prima data o noua pereche de pantofi si bluza asortata , zau asa !

te simti ca un caine care se invarte in jurul cozii. si toate astea , numai din cauza placerii de a scrie , la inceputul anului scolar , primele cuvinte , pe prima fila a caietului nou.

acum intelegi cat de daunator si putin poetic este acest sindrom ?!... ascultati la mine : tineti-va caietul vechi , ala cu 200 de file si umpleti-l rand cu rand. pana la sfarsit. un caiet plin trebuie sa fie o senzatie minunata !